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Il MUDEC di Milano ospita “Matisse. Il mondo in una stanza”

“Matisse. Il mondo in una stanza” è  il titolo della mostra che il MUDEC di Milano, Museo delle Culture, dedica all’artista francese, focalizzando l’attenzione sulle influenze extraeuropee nell’opera di Matisse.
L’esposizione si concentra sul rapporto tra Henri Matisse e le culture che hanno contribuito a plasmare l’universo creativo di uno dei più grandi protagonisti del Novecento.
La mostra è  curata da Ellen Mc Breen e Chiara Gatti e riunisce oltre cento opere  tra dipinti e sculture, disegni e fotografie, accanto a tessuti e oggetti provenienti da importanti collezioni internazionali. L’esposizione, prodotta da 24ORE Cultura – Il Gruppo Sole 24ORE e promossa dal Comune  di Milano Cultura, è realizzata in collaborazione con il Musée Matisse di Nizza, sostenuta da Unipol come Main sponsor e supportata come sponsor da Turisarda 1924, da Enel e BPER Banca.
“Con Matisse, il mondo in una stanza’ il MUDEC propone una mostra che invita a rileggere l’opera di Matisse da una prospettiva nuova. Attraverso capolavori e oggetti provenienti da importanti collezioni internazionali, il percorso mette in luce il dialogo che l’artista ha intrecciato con culture e tradizioni di diverse parti del mondo. Una mostra che parla di arte, ma anche di incontro, scambio e apertura, confermando il ruolo del MUDEC come luogo di confronto tra culture e quello di Milano come città internazionale ed inclusiva” ha affermato l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi.

La mostra riunisce circa cento opere tra dipinti, lavori su carta, sculture e fotografie , provenienti da prestigiosi istituti internazionali. 
Dai capolavori dipinti con soggetto i nudi femminili, quali il ‘Nudo di schiena’ del 1917, in arrivo dal Philadelphia Museum of Art, o i nudi giovanili concessi dalla Pierre e Tania Matisse Foundation di New York, ai ritratti come ‘La femme au voile’ dal Moma di New York, ‘Joacquina’ dalla National Gallery di Praga, ‘Loretta a la veste rouge’ dal Columbus Museum of Art dell’Ohio, ‘Les Trois souers’ del Musée de l’Orangerie di Parigi e ‘Jeune fille assise, robe persane’ dal Musée Picasso.
Si spazia poi dalle sculture della serie ‘Jeannette’ o ‘La Serpentine’ del Musée d’Orsay di Parigi  ai lavori su carta provenienti  dal Musée du quai Branly e dall’Institut National d’Histoire d’Art  (INHA) di Parigi  e dal Musée Henri Matisse di Le Cateau-Cambrésis, città natale di Matisse, di cui in mostra è  esposto anche il suo ultimo dipinto ‘Femme à la gandoura bleue’.

A queste opere si affianca una collezione molto vasta e rara di oggetti e tessuti che Matisse acquistò in tutto il mondo lungo tutto il corso della sua esistenza. Dall’Andalusia all’Algeria, dalla Martinica al Marocco e alla Guadalupa, isole antillane che sfiorò durante il viaggio di ritorno dalla Polinesia francese. A testimonianza  al Mudec sono presenti due arazzi intitolati “Océanie: le ciel” e “ Océanie la mer”, ma anche una Tiaré, testa in bronzo  che allude nella forma al fiore polinesiano che avrebbe poi dato vita alle metamorfosi scultoree nelle teste femminili del 1911, cinque delle quali esposte in mostra.
Oggetti e tessuti sono stati prestati dal Musée Matisse di Nizza, dal Musée Quai Branly di Parigi e dal Museo della Civiltà di Roma, dal Museo Nazionale del Bargello di Firenze, dal Mudec di Milano. Non si tratta di opere di contorno, ma di preziosi compagni di una vita che permettono di ricostruire la trama dei debiti e dei dialoghi intessuti da Matisse con l’arte e il design di altre geografie.
Matisse amava circondarsene nelle stanze della sua quotidianità, attivando quell’atmosfera multisensoriale tipica dei suoi atelier.

Un’attenzione particolare è dedicata dalla mostra ai progetti decorativi e ai libri d’artista. Presente il dittico monumentale ‘Océanie, le ciel’ e ‘Océanie, la mer’, le celebri tavole di Jazz edite da Tériade e considerate uno dei capolavori editoriali del Novecento; le Poesie di Stéphane Mallarmé e Pasiphaé di Henry de Montherlant. Spiccano anche disegni ed elementi decorativi del capolavoro finale di Matisse, la cappella di Rosario de Vence in Costa Azzurra, sintesi assoluta di anni di ricerca  politecnica.
Il percorso della mostra è  poi arricchito da fotografie d’epoca, tra cui una sequenza di scatti inediti realizzati dallo stesso Matisse in Marocco, che documentano i viaggi, gli atelier ricreati come spazi mnemonici, una volta tornato a casa, le modelle giunte da ogni angolo del mondo per essere ritratte  nel suo studio e di cui si sa ancora oggi troppo poco, se si considera, invece, l’importanza che il personaggio femminile svolse come catalizzatore creativo nella visione moderna  e cosmopolita dell’arte di Matisse.

L’esposizione si propone come punto di riferimento nella rivalutazione dei concetti di alterità, primitivismo e orientalismo, con ripercussioni che vanno ben oltre il campo della storia dell’arte. La mostra nasce, infatti, da ricerche recenti e in gran parte inedite, inserendosi nel dibattito in atto sui rapporti tra arte moderna, nazionalismo e cultura coloniale. Il suo punto di forza è  la precisione filologica. A differenza di altre esposizioni che si sono concentrate su una singola  area di influenza o hanno evocato l’Oriente in modo generico, “Matisse. Il mondo in una stanza” ha posto in primo piano l’ibridazione, la coesistenza nell’opera dell’artista di arabeschi islamici  e geometrie dell’abbigliamento rumeno, maschere gelede Yoruba e icone russe medievali. Seguire questi molteplici percorsi geo-culturali significa portare alla luce ciò che spesso rimane nascosto  sotto la superficie elegante delle sue opere, la tensione, la complessità di un’immaginazione creativa che si è nutrita di mondi lontani per costruire uno dei linguaggi artistici più sperimentali del Novecento.

Mudec Museo delle Culture di Milano

Via Tortona 56

Mara Martellotta