Aeroporti, Noi Moderati: ‘Milano ha già perso il controllo’
«Milano ha già perso il controllo dei suoi aeroporti in questi 15
anni e rischia di cederne ancora. Non conta solo la percentuale detenuta dal Comune:
contano le leve di governo sui due scali più importanti non solo per la Lombardia, ma per la
capitale economica del Paese. Non è pensabile che sia un privato a decidere su scelte che
impattano sull’economia della città, sui cittadini e sulle loro famiglie». Così l’Onorevole
Alessandro Colucci, Coordinatore regionale di Noi Moderati, nella conferenza stampa
convocata a Palazzo Marino, sull’operazione SEA-SAGAT.
«Linate e Malpensa sono uno strumento strategico per Milano e per l’intero Paese — ha
proseguito Colucci —. Dopo la cessione di quote e la rinuncia agli strumenti di gestione,
l’ulteriore passo che il Comune sta compiendo, dare più forza a un fondo che gestirà gli
aeroporti con maggiore incisività, è un grave errore. La politica con la P maiuscola non può
ridurre la partecipazione in una società aeroportuale a una percentuale e a una divisione di
dividendi: il Comune non è una SpA che amministra dividendi, siamo un’amministrazione
che deve agire nell’interesse della collettività».
Quindici anni di arretramento in quattro passaggi: nel 2011 la giunta Pisapia cede a F2i il
29,75% di SEA per 385 milioni; nel 2012 il fondo rileva anche il 14,56% della Provincia e sale
al 44,31%; nel 2018, con l’amministrazione Sala, il patto parasociale scade e non viene
rinnovato; oggi, con l’ipotesi SEA-SAGAT, si discute di un ulteriore rafforzamento di F2i nella
governance, fino a un possibile diritto di veto sulla scelta dell’amministratore delegato.
«Dal 2011 è una vicenda gestita in modo pasticciato: prima la cessione, poi la seconda, poi la
perdita della governance, i patti parasociali mai rinnovati — ha spiegato Mariangela
Padalino, Capogruppo di Noi Moderati in Consiglio comunale —. Oggi ci ritroviamo con una
governance di SEA priva di trasparenza, e parliamo della società più importante del Comune
di Milano: negli ultimi tre anni ha distribuito 350 milioni di euro di dividendi, quindi non è
poca cosa. Ma la mancanza di trasparenza non riguarda solo l’operazione industriale:
riguarda i lavoratori. Oggi qui c’è una rappresentanza dei lavoratori di Malpensa che è
preoccupata, perché senza più un garante pubblico nessuno gestisce questo passaggio in
modo chiaro. Condivido il rammarico espresso da Andrea Orlando, responsabile del
sindacato FLAI dei lavoratori di Linate e Malpensa, per il mancato coinvolgimento di chi in
quegli scali lavora ogni giorno: si stanno assumendo decisioni che incidono su migliaia di
famiglie, e quelle famiglie non sono mai state ascoltate. Non è accettabile apprendere dai
giornali del 12 agosto operazioni di questa portata, com’era già accaduto per San Siro. Gli
asset strategici sono di Milano, non dei fondi, e devono tornare a essere oggetto di dibattito
pubblico».
Sul metodo con cui la partita si sta giocando è intervenuto Manfredi Palmeri, Capogruppo
della Lista civica federata con Noi Moderati: «Sulla base dei pochi elementi disponibili non si
capisce perché invece di effettuare questo scambio che penalizza il Comune, SEA non si
compri SAGAT. E anche perché nessuno riprenda il dialogo con SACBO su Bergamo. Non è
detto e appena avremo i dati potremo comunque esprimerci. Nel merito c’è stata una
stratificazione di errori in questi 15 anni di Sinistra, a partire dalla vendita ai privati delle
quote con Pisapia (con incassi inferiori e progetto industriale peggiore rispetto alla soluzione
di mercato del Centrodestra) e dal mancato coordinamento delle quote pubbliche con la
Provincia.
Hanno prodotto una scarpa e una ciabatta. Il privato governa la società senza aver mai
pagato un premio di maggioranza. Da quanto emerge ci rimetterebbe la Lombardia e Milano
come territorio e il Comune come azionista. Un pessimo affare per tutti. Dal punto di vista
politico il tema finora non è mai esistito in Consiglio comunale, come spesso accaduto in
questi anni sui grandi argomenti della Città. Lo abbiamo appreso solo grazie ad un’attività
giornalistica e neanche dopo questo è stata convocata una seduta di Commissione! Grazie a
noi adesso viene affrontato. Mentre ci sono Assessori ridotti a farsi dei video vantandosi di
essere riusciti a spostare dei paletti davanti una scuola, c’è silenzio su una questione di
portata nazionale come quello delle infrastrutture aeroportuali lombarde.».
Il controllo, è la conclusione di Noi Moderati, non è una percentuale sulla carta: significa
poter decidere chi guida la società, quali investimenti realizzare, quale strategia industriale
perseguire. Cedere il controllo di un’infrastruttura strategica è facile, recuperarlo è molto
più difficile.



