Alla Villa Reale di Monza il terzo simposio di “UR-RA” nel segno di Michelangelo Pistoletto”
Alla Villa Reale di Monza prosegue il ciclo di simposi promossi nell’ambito della mostra “UR-RA – Unity of Religions Responsability of Art” dedicata all’opera e al pensiero spirituale di Michelangelo Pistoletto, curata da Francesco Monico e visitabile fino al 31 ottobre prossimo. Il terzo appuntamento si terrà il 28 e 29 settembre prossimo presso il Salone da Ballo della Villa Reale di Monza, riconfigurato nell’ambito della mostra come sala della Trinamica.
Il titolo del terzo appuntamento è “UR-RA Medicina e l’arte della cura per unnuovo umanesimo- dialoghi per un sapere medico, arti e religioni”. Come gli altri simposi, questo convegno è parte integrante del progetto espositivo di Michelangelo Pistoletto, di cui l’intero ciclo ne è l’estensione discorsiva e performativa. L’opera e il pensiero-arte del maestro si trasformano in uno spazio di produzione culturale e di confronto in cui religioni, scienze, istituzioni e società civile sono chiamate a dialogare e a costruire nuovi saperi e relazioni condivise.
La Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza ha curato i contenuti scientifici, attraverso il proprio comitato tecnico e culturale composto dal professor Michele Riva, Il professor Vittorio Assironi, il professor Erik Sganzerla e la dottoressa Maddalena Mongera, con la supervisione del curatore Francesco Monico, ideatore del percorso dei convegni, con il coordinamento organizzativo di Elena Brianzi per la Reggia di Monza, e con il sostegno di BCC Carate e Treviglio. Al centro della riflessione, il ruolo dell’arte nei processi di cura. La domanda non riguarda solo ciò che la medicina può fare, ma anche come, perché è a partire da quale idea di persona essa scelga di agire.
Il programma attraversa alcuni dei passaggi fondamentali dell’esperienza umana nella cura: l’inizio della vita, la relazione tra medico e paziente, il morire e le cure palliative, assume do come chiave di lettura la Trinamica, una delle strutture fondamentali del pensiero di Pistoletto e della visione del Terzo Paradiso. In questa prospettiva, la cura diventa un terzo spazio da generare nell’incontro tra medico e paziente, sapere ed esperienza, tecnologia e corpo. Ne emerge un percorso che è occasione scientifica, interrogazione bioetica e laboratorio culturale.
“UR-RA” è una mostra dispositivo fondata su un preciso principio curatoriale : l’inversione della committenza. Per secoli, le religioni hanno commissionato all’arte immagini e simboli del sacro, mentre in questo caso è l’arte, nella propria libertà, a coinvolgere le religioni affinché partecipino con i loro archetipi e simboli alla costruzione di nuovi immaginati per il XXI secolo. La libertà dell’arte si traduce in responsabilità, e nella capacità di dar vita a relazioni, conoscenza e trasformazione sociale.
È questo dispositivo curatoriale ad aprire la mostra alla medicina, ponendo al centro una domanda resa urgente dalla medicina di precisione e dall’intelligenza artificiale: cosa significa curare. Le conoscenze biomediche, tecnologie e IA hanno ampliato enormemente la capacità di diagnosticare, prevedere e intervenire. Proprio per questo diventa sempre più urgente interrogarsi sui criteri con cui queste possibilità debbano essere impiegate. La tecnica è ormai una componente della cura, ma il corpo, ridotto a immagini, dati e probabilità resta il corpo vissuto di una persona unica. La diagnosi non esaurisce l’esperienza della malattia, cosiccome un protocollo corretto non esaurisce la responsabilità dell’atto medico.
Le due giornate si concluderanno con la costruzione condivisa del manifesto “Medicina, Cura, Spiritualità”, una traccia operativa aperta per tenere insieme rigore scientifico, consapevolezza tecnologica, immaginazione, responsabilità etica e profondità spirituale, nella prospettiva di un nuovo umanesimo della cura.
“UR-RA – spiega il curatore Francesco Monico – nasce dall’urgenza del concetto di curare nel tempo della medicina di precisione, della tecnoscienza e dell’intelligenza artificiale. La Trinamica di Michelangelo Pistoletto diventa un dispositivo per generare un terzo spazio tra medico e paziente, tra sapere scientifico ed esperienza vissuta, tra tecnologia e corpo. È in questo spazio che arte e spiritualità possono contribuire a generare una nuova dimensione di cura”.
Mara Martellotta



