Favoreggiamento della prostituzione, misure cautelari e sequestro di 350mila euro
Su delega di questa Procura della Repubblica, la Sezione di Polizia
Giudiziaria – Aliquote Polizia di Stato e Guardia di Finanza, con la
collaborazione dei Commissariati Lambrate, Lorenteggio, Sempione, Porta
Genova e della Squadra Mobile di Como, ha eseguito una ordinanza di
applicazione di misure cautelari personali nei confronti di nr, 7 persone,
di cuì 8 in custodia cautelare in carcere e 2 agli arresti domiciliari, emessa
dal G.1.P. del Tribunale di Milano per i reati di associazione a delinquere,
sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, della permanenza
illegale sul territorio dello Stato e autoriciclaggio.
È stato inoltre eseguito un decreto di sequestro preventivo che ha
riguardato i beni mobili e immobili riconducibili agli indagati per circa
350.000,00 € quale profitto del reato di autoriciclaggio, unitamente a 5
immobili a Milano utilizzati quale centro sistematico per lo sfruttamento
della prostituzione e strumentali alla commissione dei reati contestati.
Sono gli esiti di una complessa indagine condotta dalla Sezione di P.G. che
ha permesso di individuare un’associazione per delinquere operante sul
territorio milanese attraverso una rete di centri benessere e case private
gestite da cittadini di nazionalità italiana e marocchina che celavano, di
fatto, al loro interno attività abituale e professionale di prostituzione,
svolto da donne prevalentemente di origini straniere.
L’attività era gestita da ciascun associato con ruoli ben definiti, dal
finanziamento della struttura illecita attraverso il conferimento di denaro,
alla individuazione dei locali ove svolgere l’attività di meretricio,
all’assunzione fittizia delle ragazze da avviare alla prostituzione, al ritiro
della quota stabilita per l’organizzazione, alla pubblicità su portali e siti
specializzati e alla gestione delle diverse linee telefoniche per fissare gli
appuntamenti con i clienti con annesso tariffario per le prestazioni sessuali.
Attraverso la redazione di finti contratti di lavoro offerti dalle loro società
o dalle associazioni no profit, create ad hoc con finti scopi culturali e
ricreativi, veniva favorito l’ingresso e permanenza nel territorio dello Stato
di cittadine straniere in violazione della normativa vigente.
È stato inoltre confermato il quadro indiziario con riferimento al reato di
autoriciclaggio: grazie alla individuazione e all’esame dei numerosi conti
correnti italiani ed esteri intestati e/o riconducibili agli indagati e alle
diverse società utilizzate, alcune operanti nel settore dell’informatica e
dell’immobiliare, è stato infatti ricostruito il flusso di denaro provento
dell’attività illecita.
La diffusione del presente Comunicato Stampa (con allegato video) è
effettuata in ottemperanza alle disposizioni del Decreto Legislativo n.
188/2021, ritenendo sussistente l’interesse pubblico all’informazione, con
particolare riferimento al contrasto di condotte illecite lesive degli
interessi della collettività, in tutti i settori che hanno costituito oggetto
delle investigazioni, ferma restando la presunzione di non colpevolezza
delle persone sottoposte alle indagini preliminari, da reputarsi non
colpevoli fino alla eventuale sentenza di condanna divenuta irrevocabile.



