Noi Moderati presenta la mozione ‘La libertà non si impicca’ sulla repressione in Iran

“Taraneh Rahimi è stata condannata a morte per impiccagione, sua sorella Romina a venticinque anni di
carcere. Avevano diciannove anni quando sono state arrestate, la loro colpa è stata scendere in piazza.
Milano non può limitarsi a prenderne atto: le città hanno una voce, e quella voce serve proprio nei casi in
cui la diplomazia da sola non basta”. Così Mariangela Padalino, Capogruppo di Noi Moderati in Consiglio
comunale, annuncia il deposito della mozione “La libertà non si impicca”, sottoscritta insieme al consigliere Manfredi Palmeri. Ma la mozione è stata depositata anche da tutti i consiglieri municipali: Erminio Galluzzi, Donato Policastro e Isabella Ferlicchia rispettivamente nei Municipi 5,6 e 9.
Il testo chiede al Consiglio comunale di esprimere la più ferma condanna della sentenza capitale
pronunciata contro Taraneh Rahimi e della pena inflitta alla sorella, e impegna il Sindaco e la Giunta ad
attivarsi presso il Governo italiano, la Farnesina e le istituzioni europee perché siano messe in campo tutte le iniziative diplomatiche utili a ottenere la sospensione immediata della condanna a morte e la liberazione di entrambe. La mozione prevede inoltre la trasmissione formale dell’atto alla Presidenza del Consiglio, alMinistero degli Esteri, all’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran in Italia e alla rappresentanzaitaliana presso l’Unione europea.
“Le confessioni sono state estorte, il processo si è svolto senza le garanzie più elementari, le testimonianze dei familiari parlano di torture — osserva Palmeri —. Sulla pena di morte non esistono posizioni di destra o di sinistra, esiste una linea di civiltà che si tiene o si abbandona. Per questo la mozione è aperta alla firma di tutti i gruppi consiliari: sarebbe un segnale ben più forte se Palazzo Marino la votasse all’unanimità”.
Il deposito accompagna la mobilitazione nazionale del partito. Oggi pomeriggio, alle 17, Noi Moderati è
davanti all’ambasciata iraniana a Roma, in via Nomentana, con un sit-in che ha per slogan “La libertà non si impicca. Basta indifferenza: Taraneh e Romina libere”. “La guerra in Medio Oriente non deve farci
dimenticare le centinaia di migliaia di ragazzi che in questi anni sono scesi in piazza chiedendo diritti e
libertà”, ha dichiarato il Presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi annunciando l’iniziativa; la Senatrice
Giusy Versace, responsabile nazionale di Noi Moderati Donne, ha parlato di un sistema che soffoca il
dissenso attraverso la paura e si accanisce soprattutto contro le donne.
«Il presidio di Roma e le mozioni di Milano sono lo stesso gesto, su due piani diversi – conclude Padalino –. Taraneh Rahimi è stata condannata a morte per impiccagione, sua sorella Romina a venticinque anni di carcere: la loro colpa è stata scendere in piazza.
Esprimo la mia vicinanza alla comunità iraniana e ai tanti nostri concittadini di origine iraniana che stanno
vivendo questo momento drammatico. La loro sofferenza non può esserci estranea né lasciarci indifferenti. Milano deve far sentire una voce forte e unanime, da destra a sinistra, passando per il centro.
E da donna sento ancora più forte il dovere di parlare delle donne iraniane, che da anni pagano un prezzo altissimo per aver rivendicato libertà e diritti e che sono diventate il simbolo più coraggioso di questa battaglia. Non possiamo permettere che il loro coraggio venga soffocato dal silenzio assordante.
Su Taraneh, Romina e sulle donne iraniane che chiedono libertà non ci possono essere divisioni
politiche: Milano deve scegliere da che parte stare. E noi scegliamo la parte della libertà.»