Il Museo Poldi Pezzoli accoglie una mostra dossier: “Un Tiziano per Milano”
Con l’arrivo di un’importante opera del maestro, visitabile fino al 25 gennaio 2027
Il Museo Poldi Pezzoli presenta “Un Tiziano per Milano”, una mostra dossier dal 22 ottobre al 25 gennaio 2027, che nasce dall’arrivo nelle collezioni del museo di un’importante opera del maestro e, da qui, ricostruisce un capitolo sorprendente del suo rapporto con la città.
Una tela di Tiziano mai esposta al pubblico entra stabilmente nel percorso del Museo Poldi Pezzoli, grazie alla scelta di un collezionista privato di affidarla al museo attraverso un comodato a lungo termine.
Da questo gesto nasce “Un Tiziano per Milano”, una mostra dossier dedicata al rapporto tra Tiziano Vecellio e la città, in occasione del 450esimo anniversario della morte dell’artista.
La mostra è curata da Enrico Maria Dal Pozzolo dell’Università di Verona e da Lavinia Galli del Museo Poldi Pezzoli, e riunisce tre autografi tizianeschi e una copia di valore storico eccezionale per raccontare la Milano del passato, che fu, tra il Cinquecento e il Settecento, una delle città maggiormente permeate dalla presenza e fortuna del pittore.
Nel 1541 Tiziano si trova a Milano per l’ingresso trionfale di Carlo V. Porta con sé l’’Allocuzione’, commissionata dal governatore Alfonso d’Avalos, dipinge probabilmente il ritratto del Medeghino e l’anno successivo riceve l’incarico per l’’Incoronazione di spine’ destinata a Santa Maria delle Grazie. Quello rappresenta uno dei momenti in cui il pittore più celebre d’Europa incontra la città che, in quegli anni, è crocevia del potere imperiale, delle ambizioni politiche e del mecenatismo.
Da quell’intreccio prende avvio la mostra dossier del Museo Poldi Pezzoli, che riunisce quattro opere per raccontare la presenza di Tiziano a Milano e il suo rapporto con la committenza milanese e lombarda.
Al centro del percorso della mostra è la ‘Madonna con il Bambino e la Maddalena’, la tela in comodato mai esposta prima d’ora. Le indagini radiografiche hanno rivelato sotto il volto della Maddalena un personaggio maschile barbuto, probabilmente il committente originario, poi sostituito dal collaboratore Girolamo Dente quando il dipinto rimase nella bottega.
A dialogare con quest’opera è la più tarda “Madonna con il Bambino” delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, documentata a Milano dal 1616. Il confronto tra le due tele misura l’evoluzione dello stile di Tiziano verso una pennellata sempre più sciolta e una forma che si dissolve nella luce.
Il terzo autografo è l’”Uomo in armatura” della Pinacoteca Ambrosiana, oggi identificato con Gian Giacomo Medici detto il Medeghino, condottiero al servizio di Carlo V e zio di Carlo Borromeo. La medaglia commemorativa del castello Sforzesco che ha permesso l’identificazione è esposta accanto al ritratto.
La mostra si chiude con la ‘Copia dell’Inconorazione di spine’, eseguita a ridosso della spoliazione napoleonica del 1796 e restaurata per l’occasione, testimonianza fedele di quale dovesse essere l’aspetto della grande pala a Milano, oggi conservata al Louvre.
La mostra è accompagnata da un ciclo di incontri dal titolo “Conversazioni su Tiziano” con storici dell’arte e studiosi. Gli incontri si terranno dal 2 novembre 2026 al 21 gennaio 2027 alle ore 18 nell’Orangerie del Museo.
Prossimo appuntamento lunedì 2 novembre con Enrico Maria Dal Pozzolo dell’Università di Verona sul tema “Questioni di stile, come vedere una Madonna di Tiziano”.
Mara Martellotta




