Nascono i Riformisti per Milano
“Attenzione, chi entra papa esce cardinale. Non servono
fughe in avanti che dividono il centrodestra. Saranno i quattro leader, Meloni,
Tajani, Salvini e Lupi, a decidere chi sarà il candidato del centrodestra a
Milano” avverte Alessandro Colucci, coordinatore lombardo di Noi Moderati,
intervenendo alla presentazione di “Riformisti per Milano”, trasposizione
meneghina dell’associazione trasversale e apartitica “Riformisti per l’Italia”, di
cui Colucci è presidente. Con lui il Vicepresidente e cofondatore Fabrizio
Garavaglia.
L’obiettivo di “Riformisti per Milano” è aggregare esponenti del mondo delle
professioni e dell’imprenditoria, docenti, amministratori, rappresentanti del
lavoro e dell’associazionismo, a partire da una cultura valoriale ispirata alle
amministrazioni socialriformiste che hanno contribuito alla costruzione di
Milano, per riconquistare la città alle prossime amministrative: “Riformisti per
Milano è un laboratorio fondamentale per portare all’interno del programma
del centrodestra quei valori socialisti e liberali del riformismo ambrosiano, che
sono fondamentali per ampliare il campo del centrodestra. Se alle scorse
elezioni abbiamo preso il 32%, serve interrogarsi e rilanciare con una proposta
competente, concreta e unitaria”, sottolinea Colucci. “Da qui bisogna ripartire
per porsi in netta discontinuità con l’amministrazione uscente”.
Casa, sostenibilità, mobilità, sicurezza, “lavoro al posto dell’assistenzialismo,
partnership tra pubblico e privato e maggiore integrazione tra centro e
periferie” sono, secondo Colucci, le direttrici sulle quali costruire una proposta
per una Milano “nuovamente competitiva e allo stesso tempo attenta
all’aspetto sociale”, con “la persona al centro”.
Per Fabrizio Garavaglia: “Con Riformisti per Milano, recuperando le esperienze
delle giunte socialiste municipali, da Tognoli ad Aniasi, vogliamo portare un
contributo di idee e di proposte all’interno del centrodestra per il rilancio della
città di Milano”.
“Le proposte che intendiamo sviluppare – aggiunge – vanno nella direzione di
riavvicinarsi anche alle ragioni dell’astensionismo, per recuperare
quell’elettore che oggi non va a votare, attraverso proposte innovative che
sappiano recuperare e valorizzare la storia di cui abbiamo parlato”.
L’associazione, continua ancora Colucci, punta inoltre a coinvolgere l’area
centrista, respingendo “la deriva estremista e populista che con Milano, così
come con un governo concreto e responsabile, nulla ha a che fare”. E sul
possibile coinvolgimento del generale Roberto Vannacci nel centrodestra
aggiunge: “Il centrodestra non può assolutamente pensare di avere Vannacci
all’interno della propria coalizione, perché è lontano anni luce da come
vediamo noi la società. Noi guardiamo alle riforme, nelle quali il contenuto di
Noi Moderati è fondamentale”.
Quanto al profilo del candidato sindaco, Colucci indica la necessità di una
figura “anzitutto politica, che abbia esperienza e capacità amministrativa e che
sia riconosciuta dalla città, capace di essere un interlocutore di tutti gli strati
sociali, che rifiuti le ideologie ma sappia dialogare con tutte le componenti di
una città come Milano”.
Sulla possibile candidatura di Mario Calabresi, Colucci osserva: “È una persona
che stimiamo, ma è destinato a rimanere ingabbiato in un recinto di partiti che
hanno posizioni opposte e che solo di fronte a soluzioni ideologiche riescono a
tenersi in piedi. Milano non ha bisogno di questo”.



