Comunicato Stampa Sindacato del Nord Il Sacco del Nord: Come il centralismo romano ha spento la locomotiva d'Italia Il centralismo statale ha penalizzato il lavoro nel Nord Italia attraverso un forte residuo fiscale, una scarsa spesa per le infrastrutture e regole burocratiche rigide decise a Roma e i suoi politici.

Il Sacco del Nord: Come il centralismo romano ha spento la locomotiva d’Italia

Comunicato Stampa Sindacato del Nord
Il Sacco del Nord: Come il centralismo romano ha spento la locomotiva d’Italia

Il centralismo statale ha penalizzato il lavoro nel Nord Italia attraverso un forte residuo fiscale, una scarsa spesa per le infrastrutture e regole burocratiche rigide decise a Roma e i suoi politici.

E’ innegabile come il Nord paga più tasse di quanti servizi riceva dallo Stato, questo, spiega il segretario del Sindacato Del Nord Andrea Donniaquio, sottrae risorse che le aziende e i territori potrebbero usare per innovare e creare posti di lavoro migliori.

Inoltre, i fondi pubblici per strade, ferrovie e porti sono spesso inferiori alle reali necessità produttive del Nord, così da determinare un rallentamento della logistica e del commercio.

Le leggi sul lavoro e sulle imprese nate a Roma faticano a rispondere alla velocità del mercato globale e delle aziende manifatturiere del Nord.

Oltre a ciò, spiega ancora Andrea Donniaquio, la pressione fiscale elevata e la spesa pubblica inefficiente lasciano meno spazio per l’aumento delle retribuzioni dei lavoratori.

Possiamo dunque notare come il centralismo romano ha causato storicamente gravi squilibri strutturali nel mercato del lavoro del Nord Italia, drenando risorse fiscali prodotte localmente ed estendendo una burocrazia rigida e uniforme a un tessuto produttivo che richiedeva flessibilità e maggiore autonomia.

Mentre il Nord necessitava e necessita ancora di maggior dinamismo per competere con i mercati nordeuropei, le politiche centralizzate hanno imposto lacci normativi, carenze infrastrutturali e contratti collettivi nazionali non parametrati sul reale costo della vita locale.

I danni principali al sistema economico e occupazionale del Nord sono devastanti:

residuo fiscale negativo,stipendi reali compressi, mancato adeguamento al costo della vita, giovani qualificati che emigrano in Svizzera o Germania e normative pensate per logiche assistenziali e non produttive.

Oggi è giusto e doveroso che il Nord metta in atto le sue rivendicazioni nei confronti di una politica sempre più deludente che non consente al Nord di rialzare la testa.

Il Sindacato Del Nord è contro la devastazione e la svendita dei nostri territori, plasmati e difesi dalle generazioni precedenti, patrimonio che abbiamo il dovere di trasmettere integro alle prossime generazioni!

Concentriamo le nostre battaglie affinché i frutti del lavoro e le tasse del Nord siano controllati e gestiti al Nord attraverso l’organizzazione di un sistema finanziario innovativo caratterizzato da una forte autonomia.

NON TUTTO CIO’ CHE DORME E’ MORTO: molte volte, il coraggio di pochi può svegliare la coscienza di molti.