Palmeri (Lista civica): ‘Sinistra fissata con la bandiera con la stella di Davide’
“Invece di occuparsi dei problemi (numerosi e gravi, come da loro stessi ammesso) di Milano e magari risolverli senza aspettare il prossimo mandato, la maggioranza della Sinistra milanese si è ossessivamente fissata sulla cancellazione del gemellaggio con Tel Aviv. In Aula abbiamo dedicato a questo più sedute che alla maggior parte delle diverse questioni di fondamentale interesse diretto per la città. Qualcuno li informi che mentre loro giocavano a trasformare Palazzo Marino nel Palazzo di Vetro, proprio a Tel Aviv, che tra l’altro è una città governata dalla Sinistra ininterrottamente da 28 anni e guidata da un oppositore del Governo Netanyahu, è stato scelto un Vice Sindaco arabo, che è Presidente della sezione locale della formazione politica arabo-ebraica di sinistra (di orientamento comunista), lì rappresentata in una lista con ben 3 Consiglieri comunali. Qualcuno li informi anche che mentre sproloquiano bestemmiando con l’utilizzo della parola genocidio, in quell’area gli unici arabi che possono votare in elezioni libere e democratiche sono appunto in Israele, in ben 2 milioni di unità, mentre nella Gaza governata da Hamas e nella Cisgiordania governata dall’ANP alle politiche i poveri cittadini vittime di quei regimi non votano da vent’anni! Di più: oltre a votare possono anche candidarsi. Ancora di più: possono essere anche eletti, come dimostra la presenza di deputati arabi nel Parlamento israeliano. Era così e sarà così, visto che la Corte Suprema di Israele ha annullato (all’unanimità!) la squalifica dei principali partiti arabi (sono ben 4 in 2 liste), dando il via libera ufficiale alla loro partecipazione alle elezioni parlamentari per la 26ª Knesset del 27 ottobre. Ma questo a loro non interessa e non se ne occupano, perché l’attenzione è solo ipocrita, strumentale e contraddittoria”
Lo ha detto Manfredi Palmeri, Consigliere comunale di Milano, Capogruppo della Lista Civica federata con Noi Moderati – che nel 2009, come Presidente dell’Assemblea di Palazzo Marino, aveva guidato la delegazione per le celebrazioni dei 100 anni di fondazione della città israeliana, precedente a quella dello stesso Stato di Israele – a proposito della proposta di inserire il punto della cancellazione del gemellaggio tra Milano e Tel Aviv, aggiungendo: “Se non ci fosse la Stella di Davide sulla bandiera dall’altra parte, il problema non si porrebbe nemmeno e nessuno si sognerebbe di attivarsi con questa intensità. Non è un cattivo pensiero, ma un’assoluta evidenza, perché non c’è stata nessuna mozione per interrompere il gemellaggio con Dakar quando nel Senegal si è passati da 5 a 10 anni di carcere per punire l’omosessualità, per contrastare quello con San Pietroburgo in relazione alla guerra della Russia contro l’Ucraina, per sospendere quello con Shanghai con riferimento alle restrizioni sui diritti civili e con la stessa Betlemme nei Territori Palestinesi, in ragione delle limitazioni sulla vita democratica e sulle discriminazioni praticate dalle locali forze di sicurezza. Questi fenomenali difensori strabici dei diritti umani sono incoerenti, discriminatori e selettivi”.
“Alla vigilia del tragico attacco terroristico del 7 ottobre, condotto da chi ha come proposito non solo la cancellazione di Israele ma anche l’eliminazione degli Ebrei in quanto tali (quello sì, obiettivo genocidario, per di più dichiarato), è questo il loro primo pensiero? Altro che annullare il gemellaggio con Tel Aviv… va applicato! Le prime righe dell’accordo evocano gli stessi comuni valori di appartenenza: ‘Contraddistinte da analoghi ideali democratici, Milano e Tel Aviv aspirano a migliorare le proprie condizioni di vita e di crescita civile’. Certo che va mantenuto il gemellaggio con Tel Aviv. Oppure la Sinistra delle primarie vuole sostituirlo con quello con Gaza? Che sarebbe sottoscritto da una parte dai rappresentanti del Comune di Milano eletti in una democrazia liberale e dall’altra da quelli di un regime terrorista che priva i propri cittadini di qualsivoglia diritto. Vogliono questo? La domanda è retorica, ma sono talmente ossessionati che credo proprio qualcuno penserà di inserirlo davvero nel programma elettorale” ha concluso il Capogruppo Manfredi Palmeri.



